In quali social investire?

La domanda che rimbalza ancora e ancora, da che le aziende hanno capito che forse non era pessima l’idea di “starci” in questi nuovi (all’epoca) spazi digitali: ma su quale social devo, io azienda, investire? Qual è il miglior social in cui esserci?

Voi vorreste una risposta facile, ma non c’è. Però possiamo ragionarci insieme.

Immaginiamo che io, che ho la mia bella età, sto facendo un giro in centro, quando decido di sedermi insieme ad una compagnia di sedicenni che stanno prendendo l’aperitivo. Come credete che verrei accolto?

Si socializza con persone con passioni comuni ma anche che usano lo stesso linguaggio.

E se social network significa letteralmente “rete digitale in cui gruppi di persone creano relazioni sociali”, la scelta dei social network da utilizzare per la propria azienda segue esattamente lo stesso procedimento mentale.

Social = socializzare

Se è così, vi domanderete allora, tanto quanto in una relazione faccia a faccia con potenziali clienti:

  1. Quali sono i nostri obiettivi (di comunicazione per creare una relazione)?
  2. Quale è il nostro pubblico (con cui vogliamo socializzare)?
  3. Che linguaggio usiamo per intenderci?
  4. Dove si trova questo pubblico?

Quale social è il migliore per la vostra azienda

Perché non investire sui social

Prima di tutto: i social non sono indispensabili.

Non intendo dire, come sento spesso dalle aziende, che la comunicazione social non serva se si ha un sito web o l’opposto. Ma se il vostro pubblico non frequenta i social, utilizzarli per voi è solo una perdita di tempo e di soldi.

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Immagine creata con AI

Quale social scegliere

Diamo per appurato che il vostro pubblico utilizzi i social. Cosa non fare? Pubblicare indistintamente, usando la stessa comunicazione spiattellata su più piattaforme o scegliendo i social perché sono quelli più in voga.

Avete un’azienda di abbigliamento per adolescenti, vendete in negozio e sviluppate o organizzate spesso eventi: quali sono i social da utilizzare? Probabilmente* TikTok, Instagram e Twitch, lasciando come opzione YouTube.

Siete un consulente libero professionista che offre servizi per altri consulenti o liberi professionisti e che utilizza spesso dirette video per webinar. I canali saranno probabilmente* LinkedIn e Instagram, magari anche YouTube.

Siete un’azienda che lavora nel BtoB, fornitrice di parti di prodotti per altre aziende? Valutate se i social vi servono, probabilmente no.

Questi sono solo esempi, molto generici di come dovrebbe essere affrontato il discorso social sì/no. Ho infatti evidenziato “probabilmente”: anche se i vostri concorrenti sono su quei social, non è detto che sia la strada che dovete percorre anche voi.

Una cosa però per certo non potete farla: scegliere il social che vi fa spendere meno, come se indipendentemente dal social che utilizzate il risultato sarà il medesimo. È come dire che non si compra una pressa in azienda, tanto abbiamo già preso un martello.

Sono sicuro che siano ragionamenti che in azienda non si fanno, giusto? Però nel mondo della comunicazione ciascuno crede di avere ragione con le proprie convinzioni e noi consulenti ci troviamo spesso a dover spiegare e convincere come le convinzioni personali valgono zero.

È come decidere che prodotto produrre sulla base del fatto che sia un prodotto che noi compreremmo: secondo voi quante aziende di valvole esisterebbero?

Ecco, lasciamo da parte le convinzioni personali e l’utilizzo personale che facciamo dei Social.

Lasciate che a decidere quale social sia migliore per la vostra azienda, non sia la moda, le convinzioni, la convenienza, ma la strategia di comunicazione.

Voi quale scelta avete fatto? Vi soddisfa?
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