Economia sostenibile? E’ possibile.

Si può pensare a produrre con un occhio all’ambiente? Certamente sì, ormai lo sappiamo. Ma quante volte è capitato che questo stile, questo criterio produttivo si abbinasse a realizzazioni che passano da oggetti di arredamento a vere opere d’arte?

I nostri anziani rispettavano la natura.
A Cortina si vive e lavora
inseriti nella natura.
Non dobbiamo mai dimenticarcene.

Il fine ultimo di un mobiliere è fare mobili? No, è esaudire sogni. Se ancora non avete avuto modo di vedere le creazioni di WoodArt Cortina, vi consiglio di farlo appena possibile. L’idea che sta alla base di queste creazioni è il recupero delle assi di legno dei vecchi masi montani, ma solo quelle rivolte a nord, con un colore grigio che definire particolare è riduttivo. Questa materia prima unita alla creatività di Roberto “Nichelo” Zambelli e Marco “Lustro” Dimai ha permesso la creazione di soluzioni assolutamente uniche e prestigiose. Il concetto del recupero si è poi sviluppato con l’utilizzo delle doghe di botti dismesse di Amarone per la creazione di componenti di arredo: applique, porta-bottiglie con illuminazione. In questi elementi il punto di luce sul colore viole delle vinacce a contrasto con quello scuro del legno vecchio: una scoperta.
La difficoltà in questo progetto era la assoluta difficoltà di staccarsi dall’estetica del prodotto. Fondare una strategia su quanto un prodotto sia bello, a lungo periodo non reggerebbe, ma vi assicuro che in questo caso è stato molto complicato. Mi sono però concentrato sui due creativi, Roberto e Marco, due persone alla mano, aperte e solari, legate alla loro terra come tutti gli Ampezzani. Come sempre codificare in una strategia quanto stavo vivendo e vedendo mi ha fatto raggiungere il risultato. Non si parla solo di recupero ambientale, ma di trasmissione a nuova vita della storia di quella conca, attraverso mobili che riportano in vita saperi antichi, ma mai sopiti. La storia di una terra dura, ma altrettanto generosa con chi la sa capire. Non ringrazierò mai Roberto e Marco di avermi fatto diventare parte di questa idea.

 

In collaborazione con Larin Group

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